Protezione dell’aria

Quanto è pulita l’aria in Svizzera?

Puoi percepire se l’aria è inquinata: quando ti irrita gola e polmoni oppure se la respirazione diventa difficoltosa. Questi sono tutti segnali che possono indicare la presenza di sostanze nocive nell’aria. Al contrario, non sempre l’aria puzzolente può essere dannosa alla salute, così come l’aria che profuma di buono può contenere inquinanti molto pericolosi per la salute.

Quando possiamo ritenere buona la qualità dell’aria?

La qualità dell’aria è strettamente legata alla presenza di agenti inquinanti dannosi. Vi sono notevoli differenze da regione a regione. La qualità dell’aria è buona se contiene una bassa concentrazione di sostanze nocive, una condizione che si verifica quando si limitano le emissioni di gas di scarico, fumo, solventi e altri agenti inquinanti. Sul nostro pianeta non esistono più zone incontaminate. Dal punto di vista scientifico non vi sono dubbi sui danni che gli agenti inquinanti possono provocare alla nostra salute e all’ambiente. (Fonte)

La ricerca «Aria buona e cattiva nel luogo dove vivi» aiuta a saperne di più sulla qualità dell’aria della zona in cui abiti.

Come si misura l’inquinamento atmosferico?

Si parla di emissioni quando si considera la fonte dalla quale si liberano le sostanze inquinanti. Le sostanze emesse possono successivamente interagire tra di loro o con altri agenti inquinanti presenti nell’atmosfera. Perciò, le emissioni, ovvero le sostanze nocive per le persone e l’ambiente, non restano sempre invariate rispetto al momento in cui sono state liberate nell’aria. Non è dunque sufficiente misurare le emissioni di agenti inquinanti: bisogna anche misurare l’effettivo grado di inquinamento dell’aria, cosa che risulta molto più complicata.

L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), in collaborazione con il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca EMPA, gestisce la Rete nazionale d’osservazione degli inquinanti atmosferici (NABEL).
Le 16 stazioni di misurazione distribuite in tutto il territorio svizzero registrano ventiquattr’ore su ventiquattro l’inquinamento dell’aria. Nelle misurazioni rientrano siti con diversi gradi di inquinamento, come strade trafficate, centri urbani, periferie, zone di campagna dell’Altipiano e del Ticino, zone di media altitudine e di alta montagna.

Stazione di misurazione Basel-Binningen. La concentrazione di polveri fini per le diverse tipologie di stazione viene rilevata e gestita dalla Rete nazionale d’osservazione degli inquinanti atmosferici (NABEL).
Stazione di misurazione Basel-Binningen. La concentrazione di polveri fini per le diverse tipologie di stazione viene rilevata e gestita dalla Rete nazionale d’osservazione degli inquinanti atmosferici (NABEL).

Sul sito dell'Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sono riportati i valori aggiornati delle misurazioni di tutti i punti di rilevamento NABEL. Nella rubrica «Dati, indicatori e carte» è possibile effettuare una ricerca per dati specifici. Sul sito degli uffici cantonali della protezione dell’aria sono disponibili valori dettagliati.

Si può parlare di «aria svizzera» tipica?

L’aria non conosce confini: l’atmosfera avvolge tutta la Terra ed è in continuo movimento. Le sostanze presenti nell’aria possono mescolarsi tra di loro o essere trasportate lontano dalle correnti atmosferiche.

Tuttavia possono manifestarsi differenze consistenti a seconda della regione. In Svizzera, in particolare in prossimità di strade molto trafficate, nei centri urbani e nelle valli ticinesi, la qualità dell’aria è sovente peggiore rispetto all’Altipiano o alle zone di montagna.

Esistono molte sostanze inquinanti che possono influire in modi diversi sulla salute e sull’ambiente. Alcune causano problemi di salute acuti, mentre altre provocano malattie croniche. Altre sostanze ancora possono causare entrambe le patologie.

Sostanza inquinante Esempi di origine Possibili effetti
Ammoniaca (NH3) Agricoltura, allevamento, fertilizzanti Concimazione eccessiva, acidificazione del suolo polveri fini secondarie
Biossido di carbonica o anidride carbonica (CO2)
(Nessun inquinante atmosferico bensì gas che influenzano attivamente il clima)
Traffico motorizzato e produzione di energia Riscaldamento globale
Composti organici volatili (COV) Uso di solventi, agricoltura, idrocarburi incombusti Formazione di ozono, malattie acute e croniche
Diossido di zolfo (SO2) Produzione di energia Piogge acide, danni ai boschi
Ossidi d’azoto (NOx) Processi di combustione dovuti al traffico stradale e all’accensione di caminetti Uso eccessivo di fertilizzanti, formazione di ozono, piogge acide
Ozono (O3) Sostanza nociva secondaria, prodotta dall’irraggiamento solare in combinazione con NOx e COV Gravi ripercussioni sulla salute, danni alla vegetazione
Polveri fini Fonti primarie: traffico, accensione di caminetti, agricoltura. Fonti secondarie: reazioni chimiche di inquinanti gassosi presenti nell’atmosfera Malattie acute e croniche

L’esperimento «Piogge acide» permette di scoprire l’acidità del suolo in diversi punti del Comune in cui si vive.

Gran parte dell’inquinamento atmosferico è dovuto ad attività antropiche. Si fa una distinzione fra agenti inquinanti di primo e secondo grado. Gli agenti inquinanti di primo grado finiscono direttamente nell’aria attraverso i processi di combustione. Gli agenti inquinanti di secondo grado, invece, si formano attraverso reazioni chimiche e fisiche con altre sostanze, reazioni che avvengono direttamente nell’aria.

Le medie annuali di polveri fini e di ossidi d’azoto misurate superano regolarmente il limite consentito dalla legge. Nel 2013, il 40 per cento della popolazione svizzera era soggetto ad alti carichi di PM10 e il 7 per cento a valori elevati di ossidi d’azoto. (Fonte).

Come è cambiata la qualità dell’aria nel tempo?

Negli ultimi decenni la Svizzera, grazie alla sua politica di protezione ambientale, ha compiuto notevoli progressi in questo settore. Confrontando i valori con quelli delle aree densamente popolate dell’Europa occidentale si osserva che in Svizzera le emissioni di sostanze inquinanti pro capite sono nettamente inferiori, con ripercussioni positive sulla qualità dell’aria.

I valori medi annui di diossido d'azoto presenti nell’aria sono calati. (<a href="quellenverzeichnis#Pa134" target="_top"><i>Fonte</i></a>)
I valori medi annui di diossido d'azoto presenti nell’aria sono calati. (Fonte)

Grazie ai provvedimenti stabiliti dall’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) del 1985, le concentrazioni di sostanze altamente inquinanti, come le polveri fini, il diossido d'azoto (NO2) e l'ozono (O3) sono notevolmente diminuite (Fonte). Tuttavia, le misure adottate finora non sono sufficienti a proteggere i gruppi a rischio e gli ecosistemi sensibili, come richiede la legge sulla protezione dell’ambiente.

Quali provvedimenti hanno influenzato la qualità dell’aria negli ultimi anni?

Circa trent’anni fa è entrata in vigore l’ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt). A seguito delle prescrizioni sui gas di scarico emanate dallo Stato, centinaia di aziende e industrie hanno dovuto essere risanate. Le restrizioni per la riduzione delle emissioni di inquinanti hanno interessato anche altri settori: l’olio da riscaldamento, infatti, ora contiene meno diossido di zolfo e il limite massimo di benzene presente nei carburanti è stato fissato all’1 per cento. Grazie a questi provvedimenti, le emissioni degli impianti di riscaldamento e dei veicoli a motore sono diventate perciò meno dannosi per la salute e l’ambiente.

Inoltre le prescrizioni sui gas di scarico dei veicoli a motore sono state, a tappe, inasprite in modo significativo: i valori limite possono ora essere rispettati soltanto utilizzando catalizzatori. Il catalizzatore è una parte essenziale dell'impianto dei gas di scarico. Esso trasforma le emissioni nocive come monossido di carbonio, idrocarburi e ossido d'azoto in biossido di carbonio, acqua (H2O) e azoto (N).

Come funziona un catalizzatore

I successi ottenuti finora sono da attribuire quasi esclusivamente ai progressi tecnici e a leggi restrittive. In futuro saranno necessari ulteriori sviluppi tecnici, soprattutto perché l’aumento del traffico, i maggiori consumi e il crescente fabbisogno energetico ostacolano gli obiettivi perseguiti dai provvedimenti legislativi. In Svizzera, dal 1980 ad oggi, il numero degli autoveicoli è quasi raddoppiato, mentre quello delle motociclette è quintuplicato (Fonte).

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